Discography
Homeless EP (2013)
released by the label Fingerpicking.net.  Buy from: iTunes 
homeless-cover
“Homeless” is made of 6 tracks and they are all ispired by my everyday life. I grew up with rock music but in the last two years I’ve completely dedicated myself to fingerstyle. I’ve found myself in it.
“Skyscraper” is about the hurly burly of the city streets, like the American ones. Actually I’ve never been there but it’s like I can see them and I can imagine the motionless and static skyscrapers overlooking the confusion of the cities.
“Gioele’s dreams” is a tune I composed for an infant named Gioele. I thought about his sweetest dreams while composing.
“Homeless” is inspired by the sad lives of people who don’t have a place to live and by those who dared to dream of freedom… This is a track I feel very strongly about.
“Roads” is about the roads of life.. It’s like a path, a way..everyone can give it his/her own meaning as in life, as in every route.
“Andersen fairy-tale” was born out after a trip to Denmark I made last year. Denmark is the land of the writer Christian Andersen and I found it magical and enchanted.
“When she sleeps” is a lullaby I wrote in a few minutes.. I was playing my guitar at night and a very important person in my life was slowly falling asleep while listening to me..
Only after, I decided to add the cello.
I expressely avoided technicality in this album because I wanted it to be genuine, sincere and streightforward. I feel all this work is autobiographical because I really feel “Homeless” (even if I have a house), wandering the streets of places I don’t know, looking for melodies and stories from the past.
Album Reviews
…I’m enjoying listening to it as I sit here, your composition is very beautiful…
(Jon Gomm)
Great stuff and nice sound too! I like your playing…
( Owen Van larkins)
…Roads was my favorite next to Homeless. Skyscrapers has a great melody as well! Nice warm chords and the low tunings soar on the recording here…
(Trevor Gordon Hall)
…I have now listened to your beautiful recordings. Thanks for sharing your music. Your compositions are very lovely with distinguished melodies and very nicely sounding recordings. My favorite song is Gioele’s dreams…
(Jimmy Wahlsteen)
…Sounds great! Love the overall feel of it. The cello in the last piece was refreshing too. Good job
(Maneli Jamal)
…Questo Album ha una forte carica espressiva che ipnotizza fin dalle prime note, o meglio fin dai primi “pizzichi”, proprio perché, come già detto, l’intero lavoro è stato composto utilizzando la tecnica del Fingerpicking sulla chitarra acustica che è la protagonista di tutti i brani.
Ed è con questa tecnica che RafQu tesse un vero e proprio ricamo di sonorità ma anche immagini vivide. L’ ascolto di questo lavoro infatti si è rivelato essere anche un’esperienza visiva oltre che uditiva: Nella prima traccia “Skyscrapers”, ovvero “Grattacieli”, si può avvertire una tensione verso qualcosa di indefinito che comunque acquista una certa solidità; in “Homeless”, che ha decisamente il sapore di una ballad Country, è proprio il titolo che suggerisce l’immagine di un ramingo solitario che medita percorrendo una strada. Questa immagine viene poi riproposta anche nella traccia successiva che si chiama appunto “Roads”.
Dal punto di vista del Sound RafQu ci regala questo instancabile arpeggio che sembra quasi continuare ininterrottamente in tutte le tracce. Eppure allo stesso tempo l’arpeggio si tinge di gradazioni variegate: dai taglienti pizzichi di “Andersen Fairytale”, in cui le note sembrano quasi rincorrersi, all’ onirica atmosfera di “Gioele’s Dreams”, in cui la musica è come se facesse da sfondo ai sogni di questo Gioele. In fine, nell’ultima traccia “When she Sleeps”, si raggiunge l’apoteosi della delicatezza attraverso l’utilizzo del violoncello che crea un’atmosfera avvolgente grazie alla quale RafQu riesce a toccare con le dita le corde dell’intimità del suo interlocutore…
(Maurizio Lorusso – La quarta Stanza)

Una ricerca armonica continua ed un suono delicato, sporcato solamente dallo stridere delle sei corde che producono una musica sincera e avvolgente, sono le caratteristiche principali di Homeless, l’album d’esordio di RafQu, un talento made in Italy, che fa tesoro di una carriera musicale polivalente a servizio di una nuova esperienza, imbracciando un’acustica.

Sei tracce strumentali a comporre il primo progetto solista di RafQu, inanellano una serie di trame variegate tra crescendi e armonici, donando all’album stesso una sfumatura piacevole. “Skyscapers“, il brano di apertura, eseguito anche con tecniche percussive mette in mostra l’estro del musicista Brindisino che vuol prendere in mano sin da subito la situazione, ne risulta uno stile fermo e determinato, le due qualità principali che si intravedono tra gli spartiti di questa buona intro. “Homeless“, il singolo omonimo all’album ci lascia piacevolmente stupiti, ascoltandolo si percepisce una dinamica lodevole ben abbinata ad una velocità esecutiva che quasi ipnotizza l’ascoltatore, anche se questa impressione ci fa sembrar tutto un po’ più ridondante.

Prosegue la selezione: “Roads“, la quarta traccia, equilibrata, ben pensata e rilassante, connotati necessari per offrire un “brano traghettatore”, indispensabile per l’ascolto di un disco strumentale come questo. Disco caratterizzato soprattutto da armonici ben dosati che si intrecciano tra le note pop di ogni esecuzione, una chiave di lettura comune a quasi tutta la tracklist che ci fa ben apprezzare il duro lavoro dell’arrangiatore. Una tracklist piuttosto lineare che procede con “Anderson Fairytale“, una traccia che nonostante i puntuali cambi di registro sembra delle volte ripetitiva e quasi stagnante su delle posizioni musicali poco innovative rispetto agli altri pezzi contenuti nel CD, tuttavia un buon brano dove alcune delle doti chitarristiche trovano spazio e vetrina.

Fanalino di coda (non certo per bellezza compositiva): “When She Sleep“, il titolo eloquente sembra preannunciare un brano intenso e vellutato, cosa che immediatamente salta all’orecchio. Il suond polifonico e profondo viene puntualmente impreziosito con degli accenti di archi, bene inseriti e che si fanno apprezzare durante l’intera durata del pezzo; il tutto viene amalgamato da questi 4 minuti di pura bellezza musicale, i sentimenti fruiscono liberi e si ha una percezione di benessere quasi catartica.

Il messaggio del buon RafQu viene perfettamente intuito e si ha la voglia di ascoltare ancora l’operato di questo italianissimo chitarrista acustico. Un progetto interessante, che meritata naturalmente un proseguo o meglio un crescendo, per essere in linea con i suoi brani, un crescendo che sembra diventar la keyword di questo ambizioso progetto che per il momento supera ampiamente la sufficienza.

(Stefano Di Maria – Music Off)

Classe ’85, brindisino di nascita ma con un’ adolescenza trascorsa in Germania alle spalle, RafQu è nato in una famiglia in cui musica e spartiti erano di casa. Dopo varie ‘sbandate’ per canto, pianoforte e batteria è poi approdato alla chitarra per non lasciarla più.

Tornato in Italia nel 2007, ha conosciuto anche buona notorietà con gli Anek nel 2009, autori di “Bella”, hit di discreto successo in quegli anni. Dal 2012 si dedica a tempo pieno all’acustica e questo è il suo primo disco da solista.

A parte la curiosità irrisolta di scoprire il suo nome completo, cosa solitamente semplice in questi tempi di assoluta globalizzazione ( nel caso, se qualcuno potesse far luce sul mistero, la mia mail è in calce all’ articolo, altrimenti non ci dormo.)

Homeless è un bel lavoro, incisivo e coinvolgente. Molto curata la registrazione quanto la postproduzione, con suoni estremamente definiti e puliti. I brani sono solo sei, il che presenta una scelta coraggiosa; si apprezza da un lato la volontà di non annoiare l’ascoltatore, visto che si tratta interamente di materiale originale; dall’altro la volontà di puntare su materiale veramente convincente e non inserire nulla tanto per riempire.

Se il futuro della chitarra acustica è questo siamo in buone mani, grazie a Dio.

RafQu è un ottimo musicista con una tecnica solida e concreta, capace di scrivere belle canzoni che non scadono mai in sterili esercizi di stile o di ritmica ridondante. Da tenere d’occhio per il futuro.

(Mario Giovannini – Chitarra Acustica 04/14)

 

Arpeggi senza tetto

A volte basta una chitarra, senza tanti orpelli, senza campionamenti, senza mille effetti, senza strumentisti a ruotare. A volte non c’è bisogno nemmeno delle parole. Perchè c’è lei, c’è solo lei, una chitarra acustica e la sua bellezza semplificatoria di tutto, ed è epurata da tutto. Una bellezza che non invecchia mai, che resiste impertenita nell’era del “tutto si può suonare da tutti e con tutto”. Ha fatto un disco solo con lei Raffaele Quarta, RafQu, brindisino trapiantato a Monaco di Baviera, poi tornato in Italia. Dopo anni alle prese con band a tutto rock, è arrivato l’innamoramento per “lei” e l’esordio da solista con “Homeless”, un’emozione che dura sei brani. Uno di quei rari dischi dove il termine “suggestione” è la chiave di tutto. Un album strumentale che inizia con “Skyscrapers”, una ballata che fà intuire che l’arpeggio regna sovrano su tutto, come i “grattacieli” cui allude il titolo. Ad incorniciare c’è soltanto un tocco di riverbero, l’assenza delle parole lascia invece, spazio all’immaginazione, e quello è patrimonio di tutti. Segue “Gioele’s Dreams”, ispirata ai sogni che i piccoli nascituri fanno, quelli che nessuno saprà mai, quelli che nessuno ricorderà mai. Una melodia, la più gioviale di tutte, che manco a dirlo a un sapore onirico. Quindi la traccia che dà il titolo al disco, un brano senza una linea melodica precisa, che va in giro su varie tonalità e diversi aspetti sonori. Seguono “Roads” e “Andersen Fairytale”, due brani che si stagliano in un cielo di “Fingerpicking”, il pizzicato nato nell’America del folk, quando ancora i cantanti del genere non esistevano. Chiude “When she sleeps”, una ninna nanna dolcissima in cui appaiono gli archi. Una chiusura che sa tanto di fuochi d’artificio, ma non fanno rumore: suonano.

(Ciro Masciullo- QuiSalento 06/14)

Raffaele Quarta, in arte RafQu, è un giovane chitarrista brindisino, con alle spalle esperienze diversificate in ambito rock, il quale negli ultimi anni ha focalizzato i propri studi sul fingerstyle, arrivando in breve tempo a segnalarsi come uno dei prospetti più interessanti del momento, come dimostrano il quarto posto nella categoria acoustic guitar al “Six String Theory Competition”, organizzato da Lee Ritenour, , nonché le tante partecipazioni sul palco al fianco dei principali chitarristi acustici italiani. Ciò che colpisce del suo approccio alla chitarra è come il virtuosismo non sia mai fine a sé stesso, ma piuttosto diventi la base di partenza per una ricerca melodica raffinata ed elegante. Significativo in questo senso è l’ascolto del suo disco di debutto “Homeless”, uscito per la prestigiosa fingerpicking.net, nel quale ha raccolto sei composizioni autografe, il cui pregio principale è quello di far risaltare non solo la sua tecnica chitarristica, ma anche le sue doti di autore in grado di produrre immagini musicali di grande suggestione. Ad aprire il disco è l’elegante progressione di accordi che caratterizza l’arpeggio in crescedo di “Skyscapers“, a cui segue l’onirica “Gioele’s Dreams”, la cui dolcissima linea melodica evoca i sogni dei bambini appena nati. Se la title-track ci conduce attraverso atmosfere country-folk tipicamente americane, la successiva “Roads” è un esempio di come si possa coniugare ricerca stilistica e gusto per la melodia pop. Ben costruita dal punto di vista melodico è anche “Anderson Fairytale”, ma il vero gioiello del disco arriva nel finale, quando scopriamo la splendida ninnananna “When She Sleep”, nella quale alla chitarra di RafQu si affiancano gli archi regalandoci quattro minuti di poesia pura. Insomma “Homeless” non è il classico disco da puristi della chitarra acustica, ma piuttosto una bella raccolta di composizioni originali che fotografano un talento dalle grandi potenzialità, che diventeranno ben presto certezze come dimostra l’inedito “Base Jump”, pubblicato a novembre 2014 per la prestigiosa etichetta Americana Candyrat Records.

(Salvatore Esposito-Blogfoolk)